Ravello: a Villa Cimbrone sulle orme del Grand Tour

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“Il sentimento dell’infinito è il vero attributo dell’anima.”
Madame de Staël

 

Tornare alla routine non è mai facile, soprattutto quando si ama stare sempre in giro. Soprattutto quando si ama scoprire, assaporare, vivere posti nuovi.

In questi giorni sono spesso a casa a lavorare al blog, ma il mio pensiero non fa che tornare a Ravello. E d’altronde non potrebbe essere altrimenti: ogni attimo è stato magico ed era da tanto tempo che i miei occhi non si posavano su tanta bellezza. Sono rimasta senza parole e non potevo non mostrarvi e non raccontarvi della mia esperienza a Villa Cimbrone, la perla di Ravello ed uno dei luoghi più belli dell’intera costiera amalfitana (e probabilmente del mondo intero).

La cosa che mi ha entusiasmata sin da subito è che Villa Cimbrone si mostra pian piano, non si concede subito né agli occhi e né al cuore.

Per trovarla bisogna attraversare tutto il paese, passando per i vicoletti caratteristici che vi ho mostrato qui, e quando la strada sembrerà essere finita, quando sarete giunti praticamente all’estremità del promontorio su cui Ravello è collocata, ecco che Villa Cimbrone vi aprirà le sue porte.

Ma anche allora non vi sarà tutto immediatamente chiaro e non capirete bene a cosa state andando incontro. Concedete alla visita almeno un’ora o due, passeggiate lentamente godendovi ogni istante e vi si aprirà d’avanti agli occhi un mondo nuovo, un mondo incantato. Quasi dimenticherete dove vi trovate ed il tempo sembrerà fermarsi.

Almeno questo è quello che è capitato a me e credetemi, ho vissuto un’esperienza fantastica!



UN PO’ DI STORIA

In epoca tardo romana Villa Cimbrone era “Cimbronium“, un vasto podere che grazie alla sua fitta vegetazione permetteva il ricavo di legni pregiati utilizzati per costruire le navi. Villa patrizia e dimora di influenti casati in seguito, è alla fine dell’800 che conobbe il suo periodo d’oro, la sua rinascita.

E’ da lì in poi che acquista le sembianze e le caratteristiche che sono giunte fino ai nostri giorni.

Il merito va senza dubbio all’illustre Ernest William Beckett, nobile inglese che giunto a Ravello sulle orme del Grand Tour – (sapevate che la parola “turismo” deriva proprio da qui?!) – si innamorò di questa terra capace di guarire la grave forma di depressione dalla quale era afflitto. La profonda ed intensa felicità che riuscì finalmente a provare lo indusse a comprare tutta la tenuta e a renderla “il luogo più bello del mondo“.

I lavori di recupero furono affidati al ravellese Nicola Mansi, agli architetti e paesaggisti inglesi Harold PetoEdwin LutyensGertrude Jekyll e alla botanica Vita Sackville-West.

E’ per questo che oggi Villa Cimbrone ci appare come un mix perfetto tra la tradizione paesistica inglese e quella italiana: la vegetazione autoctona si mischia sapientemente a quella esotica ed è evidente anche l’influenza che la letteratura classica ha avuto su tutto il progetto.


il viale delle Ortensie

IL CHIOSTRO

In pieno stile arabo-siculo-normanno, richiama i tratti di altri monumenti noti della costiera (come il Duomo d’Amalfi).

Le due teste di cinghiale sopra l’arco di ingesso stanno a simboleggiare lo stemma araldico dei Beckett.


 


LA TERRAZZA DELL’INFINITO

Beh, che dire! Se avete letto attentamente la mia wish list nella home del blog, saprete di certo che la celebre terrazza dell’infinito era tra i miei desideri. E come poteva essere altrimenti?! Per arrivarci bisogna percorrere il viale dell’immenso e già questo dice tutto. Dovete credermi se vi dico che la sensazione che si ha è proprio questa: sembra di camminare su una nuvola, sembra di trovarsi in terra divina, sembra di essere sull’Olimpo. E passo dopo passo agli occhi è concesso vedere sempre un pò di più, sempre un pò di più fino a trovarsi lì, sulla terrazza tanto desiderata e con letteralmente l’infinito di fronte.

L’infinito negli occhi e lo stupore nel cuore.

Senza parole, perché credetemi non ce ne sono.

il Tempio di Cerere, detto anche “la porta del Sole”per via della sua suggestiva collocazione
la terrazza dell’infinito


IL TEMPIETTO DI BACCO E IL TEA-ROOM

Procedendo oltre e scendendo delle scalette si arriva al tempietto di Bacco, di chiara ispirazione classica e sorretto da otto colonne scanalate in stile dorico. Il luogo preserva la memoria di E. W. Beckett in quanto le sue ceneri furono inumate sotto al piedistallo.



Concepito come spazio per vivere in simbiosi con la natura circostante è invece il cosiddetto tea-room, una costruzione a padiglione aperto e con un meraviglioso giardino all’italiana.



Eccoci alla fine.

Questa volta vi è toccato un post un pò più lungo del solito, ma spero ne sia valsa la pena. Ho scattato tantissime foto e volevo condividere con voi le più belle, dando a tutti i luoghi la giusta importanza.

L’ingresso ai giardini è consentito tutti i giorni dell’anno dalle 9 fino al tramonto ed il costo del biglietto è di 7 euro. Oggi Villa Cimbrone ospita al suo interno anche una Hotel de Charme tra i più prestigiosi del Mediterraneo ed Il Flauto di Pan, ristorante che propone una cucina raffinata con ingredienti provenienti dalle colture biologiche del parco.

Almeno una volta nella vita vi auguro di poter visitare Villa Cimbrone e vedere con i vostri occhi ciò che mi ha conquistato sin dal primo istante.

Prendetevi del tempo, dedicategli qualche ora.

No, non sto esagerando.

Io ci sono stata per poco più di un’oretta. Ero arrivata quasi all’uscita quando ho fatto una corsa indietro e sono andata ad affacciarmi per una seconda volta alla terrazza dell’infinito. Non ho resistito!

Poi ho dovuto cedere perché ad aspettarmi c’era Villa Rufolo (ve ne ho parlato qui), ma è stata dura andarsene senza sapere quando ci sarei tornata, quando avrei potuto godere ancora di quel panorama mozzafiato capace di curare tutti i mali dell’anima e soprattutto quando sarei riuscita a toccare nuovamente con mano il Grand Tour (che da sempre mi appassiona ed è nei miei sogni ricorrenti).

Ho cercato di catturare la bellezza di quei luoghi con gli occhi e di portarmi a casa quanto più possibile.

Per cercare di sentirne la mancanza un pò di meno.

Per cercare di non far crescere in me la malinconia del ritorno.

Ma io con la mente sono ancora lì, d’avanti all’infinito a leggere un buon libro, illuminata dal Sole e immersa nei miei pensieri più veri.


 

Ravello: a Villa Cimbrone sulle orme del Grand Tour was last modified: giugno 11th, 2018 by Melissa De Pasquale

8 Risposte a “Ravello: a Villa Cimbrone sulle orme del Grand Tour”

  1. Grazie Melissa per le foto, il racconto e questo viaggio nell’infinito….che meraviglia!!!!

    1. Melissa De Pasquale dice: Rispondi

      Grazie mille davvero :)!!

  2. Roberto De Simone dice: Rispondi

    Stupendo, che belle foto!!!

    1. Melissa De Pasquale dice: Rispondi

      Grazie davvero!
      Si, un posto splendido!!! Ci tornerò presto!

  3. La villa è meravigliosa; la terrazza dell’infinito deve essere incredibile per il panorama che offre.

    1. Melissa De Pasquale dice: Rispondi

      Ciao!! Si Villa Cimbrone è tutta una meraviglia, sembra di passeggiare in un luogo in cui il tempo si è fermato!
      Ti consiglio di programmare una bella visita, ne varrà la pena!

  4. Bellissimo articolo Melissa!😍 Villa Cimbrone è uno di quei posti che ti rimane nel cuore!

    1. Ciao Elisa, che piacere ritrovarti anche qui!
      Hai proprio ragione, Villa Cimbrone regala emozioni uniche…davvero difficili da dimenticare!!
      Vi aspetto in Campania!!

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