Lucera e Troia, viaggio alla scoperta dei borghi dell’antica Daunia

Sulle mura della fortezza svevo angioina di Lucera

 

Il mio viaggio in Puglia continua e questa volta sono felice di parlarvi di due borghi meravigliosi, arroccati lì, tra i Monti Dauni.

Quando sono partita alla volta di questo territorio a me sconosciuto non avevo idea dello spettacolo che mi avrebbe riservato.

La Daunia è una zona un po’ inedita della Puglia, una zona che non rientra nei soliti itinerari.

Confina con la Campania e con la Basilicata, ma anche con il Molise e, nelle giornate più nitide, si riesce a scorgere persino l’Abruzzo con le cime della Majella.

Ed è questa forse la sua più grande peculiarità: un mix di culture che attraverso i secoli ha dato vita ad un territorio unico e con una forte identità.

Ma la Daunia fu anche una delle zone predilette da Federico II di Svevia che amò l’intera Puglia profondamente e per tutta la vita.

Forte anche l’influenza della cultura partenopea: arte, tradizioni ed enogastronomia hanno diversi tratti in comune (e continuando a leggere capirete il perché).

LUCERA

Iniziamo con Lucera, che fu capoluogo della famosa Capitanata per oltre due secoli.

Cos’è la Capitanata? Fu u distretto culturale della Puglia dipendente dal Regno di Sicilia prima e dal Regno di Napoli e quello delle Due Sicilie poi.

Ecco spiegato il motivo di questo forte legame con la mia terra: per tanto tempo la Daunia fu un’importante estensione di uno dei regni più fiorenti della penisola italiana.

Ma fu di più di questo.

Facendo un salto più indietro nel tempo possiamo trovare tracce della cultura greca e soprattutto di quella romana. I romani si stanziarono in quest’area approfittando della ricchezza della terra, famosa per il suo grano, ed è da queste parti che combatterono importanti battaglie decisive per le sorti dell’impero (contro Pirro, re dell’Epiro, e contro Annibale, del quale vi ho parlato qui).

Il MAU- Museo di Archeologia Urbana Giuseppe Fiorelli

Arrivata a Lucera, la prima tappa è stata il Museo di Archeologia Urbana situato all’interno di una residenza storica, il palazzo Nicastri-Cavalli.

Potremmo definire questo borgo come la cittadina dei palazzi signorili: se ne scorge uno ad ogni angolo e questo sottolinea la ricchezza e l’importanza di cui Lucera ha goduto in passato.

All’interno del museo la collezione spazia da reperti risalenti all’epoca preistorica fino a quella medievale.

Mosaici, monete, sculture, ceramiche e ambienti d’epoca perfettamente conservati la fanno da padrone.

Pavimento a mosaico
Venere marina, I secolo a.C.
Cucina settecentesca di palazzo Nicastri-Cavalli
Ferro da stiro d’epoca

Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta

Non solo la città dei palazzi, ma anche quella delle chiese.

Tantissime sono infatti le opere architettoniche di questo genere a Lucera.

Una tra tutte, la basilica cattedrale di Santa Maria Assunta risalente al 1302, fortemente voluta da Carlo II d’Angiò e chiaro esempio di architettura gotico-angioina.

 

Basilica Santuario di San Francesco

Come non parlarvi di questa meraviglia lucerina.

Risalente sempre agli anni di Carlo II d’Angiò, più precisamente al 1300, la basilica è dedicata a S. Francesco d’Assisi e a S. Francesco Antonio Fasani, che qui condusse gran parte della sua vita.

Sempre in stile gotico-angioino, presenta però una facciata più vicina alla tradizione romanica.

Il rosone della basilica di S. Francesco
Il magnifico interno della Basilica di S. Francesco

L’Anfiteatro Romano

Questa è stata proprio una scoperta.

Non credevo che visitando Lucera mi sarei imbattuta in un anfiteatro romano perfettamente conservato.

Risalente al periodo Augusteo, costruito tra il 27 a.C. e il 14 d.C. , è uno degli anfiteatri romani più antichi, grandi e meglio conservati del sud Italia.

In passato riusciva ad accogliere dalle 16000 alle 18000 persone ed ancora oggi è in grado di ospitare spettacoli teatrali e manifestazioni culturali di vario genere, grazie alla costruzione di una gradinata per il pubblico (seppure notevolmente ridotta rispetto a quanto non fosse in passato).

 

La Fortezza Svevo-Angioina

Forse il monumento simbolo di Lucera, la fortezza Svevo-Angioina è davvero imponente.

La zona è stata abitata sin dal Neolitico (accertata la presenza di capanne pastorali risalenti a questo periodo) e fu Federico II di Svevia ad ordinare la costruzione della fortezza nel 1233 per poter controllare i Saraceni da lui deportati dalla Sicilia.

Del Palatium federiciano oggi sono visibili solo pochi resti, ma originariamente doveva presentarsi come un torrione a base quadrata a più piani sui quali erano ospitati gli appartamenti imperiali e la corte. La particolarità di questa costruzione stava nel fatto che non presentasse accessi dall’esterno (per entrare venivano utilizzati passaggi sotterranei e scale calate dall’alto).

Le mura furono costruite, invece, in un secondo momento tra il 1269 e il 1283.

A volerle fu Carlo I d’Angiò che trasformò questa il palazzo imperiale in fortezza, sede di un presidio militare permanente.

All’interno delle mura oggi si possono trovare i resti di antichi insediamenti romani e tombe longobarde e la cosiddetta Torre della Regina (o della Leonessa), visitabile internamente.

 

La Torre della Regina
Veduta dalle mura
Interno della Torre della Regina

 

TROIA

Poco distante da Lucera, sorge un altro imperdibile borgo dauno.

Si tratta di Troia, un’antichissima cittadina la cui fondazione risale a prima delle guerre puniche.

Fu colonizzata dai romani e in seguito dai bizantini, passando poi sotto il controllo degli Angioini, degli Aragonesi e infine dei Borbone, ai quali Troia rimase fedele fino alla fine del loro regno.

La mia è stata una visita veloce durante la quale ho potuto visitare la bellissima Concattedrale della Beata Vergine Assunta in Cielo, un edificio a croce latina e con un inconfondibile stile romanico.

 

La facciata della Concattedrale di Troia

Bonus

Appena fuori dalla Concattedrale di Troia, troverete ad aspettarvi la Pasticceria Casoli.

Benissimo, fermatevi lì!

Tra tutti gli ottimi dolci che potrete trovare al suo interno, dovete (e sottolineo, dovete) provare la Passionata!

Un’esplosione di sapori della tradizione a base di crema di ricotta e pasta di zucchero, che la rendono una fiera discendente della famosa cassata siciliana!

Io ho scelto quella di colore giallo, al gusto liquore Strega, e voi quale provereste?

La Passionata

 

Lucera e Troia, viaggio alla scoperta dei borghi dell’antica Daunia was last modified: novembre 26th, 2018 by Melissa De Pasquale

2 Risposte a “Lucera e Troia, viaggio alla scoperta dei borghi dell’antica Daunia”

  1. Grazie Melissa, questi scenari mi riempiono gli occhi….tale bellezza non può essere sconosciuta e quindi grazie per averceli fatti conoscere.

    1. Ciao, grazie mille!!!
      Sì, anche per me questi luoghi sono stati una vera scoperta!!
      Sono contenta di averveli fatti conoscere!

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