Dark Mode Off / On

Oggi voglio raccontarvi di un posto speciale e di una visita unica che ho avuto l’onore di poter fare durante il mio ultimo press tour in Puglia, nella mia amatissima Lesina (ricordate questo post?!).

Una passeggiata all’interno della Sacca Orientale, riserva naturale all’interno del Parco Nazionale del Gargano.

La Sacca Orientale

Visita guidata all’interno della Sacca Orientale

Iniziamo col dire che normalmente quest’oasi naturalistica non è accessibile al pubblico.

L’accesso è consentito solo previa autorizzazione da parte dell’ufficio territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Foresta Umbra (trovate i contatti qui) e solo per scopi scientifici e/o divulgativi. Questo perché si tratta di una zona protetta unica, ricca di specie animali e vegetali e ancora in gran parte incontaminata.

La riserva naturale Sacca Orientale di Lesina si estende per circa 930 ettari, in una posizione strategica tra il mare, la duna e l’inizio della famosa Foresta Umbra del Gargano.

Il tipo di fauna è davvero variegato. Da quella stanziale a quella migratoria, la riserva è scelta da tantissime specie protette che qui nidificano e si fermano per svernare.  Questo habitat protetto è il paradiso per tutti gli amanti dell’ornitologia.

La riserve è chiaramente una zona umida e in quanto tale presenta diverse distese d’acqua salmastra che prendono la forma di canali costeggiati da ricca vegetazione.

L’area umida ricca di vegetazione

Birdwatching nella riserva naturale

Come tutte le zone umide, anche la Sacca Orientale si presta totalmente alle attività di birdwatching.

Tante sono le postazioni di monitoraggio create apposta lungo il sentiero e dalle quali, equipaggiati con la giusta attrezzatura, si può ammirare in silenzio lo spettacolo della natura.

Gli interventi antropici sono ridotti al minimo, si accede solo tramite permesso e solo scortati passo passo dalla Guardia Forestale (scusatemi, ma io la chiamo ancora così) passeggiando lungo l’argine esterno. Questo permette alle varie specie di vivere indisturbate in un ecosistema protetto in cui finalmente l’uomo è solo uno spettatore senza alcuna voce in capitolo.

Le specie da osservare

Circa 200 sono le specie di uccelli presenti all’interno della Sacca Orientale.

Di seguito un elenco di alcune tra le più importanti, molte delle quali a rischio estinzione e per questo motivo protette:

  • Airone Cenerino Bianco
  • Germano Reale
  • Fenicottero Rosa
  • Tarabuso
  • Falco di Palude
  • Cavaliere d’Italia
  • Garzetta
  • Martin Pescatore
  • Cormorano
  • Mignattaio
  • Spatola
  • Gabbiano Roseo
  • Avocetta
  • Beccapesci
  • Sterna Zampenere
  • Moriglione
  • Gru
  • Gallinella d’acqua
  • Volpoca
Una delle tante postazioni per il birdwatching

L’importanza della conservazione delle zone umide

L’importanza della conservazione delle zone umide non c’è bisogno che ve la spieghi io.

Come ogni altro habitat merita di essere salvaguardato.

E Lesina la amo anche per questo, per la sua capacità di prendersi cura del proprio territorio.

Per il rispetto delle regole e della natura  (e tal proposito va citato anche l’istituto  CNR-ISMAR di Lesina, che si occupa dello studio e della tutela dello stato di salute della laguna e svolge importanti attività di ricerca per il mantenimento della biodiversità).

Vi ho già raccontato di quanto Lesina sia simile al posto in cui abito io dal punto di vista naturalistico e del paesaggio.

Eppure anche le differenza sono tante.

Seppur negli ultimi anni nella mia zona si stia iniziando a fare qualcosa, la strada è ancora lunga.

Ed ecco che l’importantissima zona umida dell’Oasi dei Variconi (sulla fascia costiera della provincia di Caserta e che mi ricorda tanto la Sacca Orientale) versa in uno stato di abbandono totale.

Non è neppure recintata o chiusa al pubblico.

I bracconieri operano incontrastati in ogni periodo dell’anno.

La segnaletica posta al limitare della zona viene scempiata ogni santa volta la si cambi.

Ed io non posso fare a meno di chiedermi il perché.


Quindi grazie Lesina, ancora una volta, per avermi insegnato tanto.

E grazie di prenderti cura della tua terra, che poi alla fine è anche la nostra.

4 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Melissa De Pasquale

Melissa, giornalista pubblicista e storyteller. Vi racconto l’Italia autentica attraverso i miei viaggi a cavallo e i miei itinerari slow tra storia, borghi e natura. Vivete insieme a me questa avventura!

error: Content is protected !!